Peppino Tinari e Vittorio Fusari interpretano il maiale e le sue carni.

Aperitivo
I salumi di Peppino e Vittorio

A tavola
Stuzzichino a sorpresa
Tortelli dei nostri salumi, crema di spinaci e mostarde
Lasagnetta al ragù di ventricina con crema al finocchio
Cotechino erbe di campo, spuma di patate al limone
Controfiletto di maiale in camicia di verza su purea di patate di montagna
Insalata di agrumi, sorbetto di clementine

10 febbraio 2015 – ore 20
55 euro (50 per i soci SlowFood)  vini inclusi

Dopo tanti anni in cui i grassi animali ed in particolare la carne di maiale sono stati considerati tra i maggiori fattori di rischio per le malattie cardiovascolari una nuova attenzione si sta rivolgendo a queste problematiche puntando il dito più che sull’alimento in sè su come questo viene prodotto.

Animali allevati nel rispetto delle energie che regolano i ritmi della natura e degli uomini secondo una sapienza contadina che si è costruita nel tempo studiando il rapporto uomo-natura attraverso l’attenta osservazione del cielo e dei cambiamenti climatici sulla terra, ma anche degli effetti sulla salute. Il cibo come il primo farmaco.

Questa stessa sapienza ha guidato la tradizione di allevare il maiale per almeno 13 lune a partire dal mese di agosto, nutrendolo con alimenti naturali e consentendogli il giusto movimento. Un metodo che rispetta i tempi lenti, e non forzati, della naturalità e ci consente di ritrovare nel piatto carni saporite, salumi di qualità e di grande gusto e, soprattutto, la massima salubrità.

Oggi noi cerchiamo di trasferire nella modernità questa antica sapienza, condividendo il piacere di un “cibo buono, pulito e giusto”. E lo facciamo rispettando pienamente anche i tempi della macellazione che la saggezza contadina ammette solo in luna calante.